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DSEI, l’Italia conferma l’adesione al programma Tempest e non solo

DSEI, L’Italia Conferma L’adesione Al Programma Tempest E Non Solo

di Rossella Conte

Arriva dal DSEI 2019 l’adesione dell’Italia al programma Tempest

A tenere banco in Italia all’ultima edizione del Defence & Security Equipment International (DSEI) 2019 l’annuncio, arrivato da Londra, della dichiarazione di Intenti con la quale ci si impegna nel programma Tempest. Dopo la Svezia con Saab, il nostro paese – con Leonardo, Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia – ha deciso di partecipare al programma britannico per il nuovo caccia di sesta generazione. Questo andrà a sostituire in primis gli Eurofighter della Royal Air Force dal 2040. Inoltre, quasi sicuramente i Typhoon dell’Aeronautica militare e, a seguito di un impegno per circa due miliardi di euro, i caccia Gripen dell’Aeronautica svedese. A firmare l’accordo, il generale Nicolò Falsaperna, Segretario Generale della Difesa (SEGREDIFESA) e Sir Simon Bollom, ceo del Defence Equipment & Support. La Dichiarazione d’Intenti impegna entrambi i Governi a sviluppare ulteriormente le proprie capacità nel settore “Combat Air”. È il risultato di un Government Feasibility Study congiunto, lanciato a seguito della pubblicazione del UK’s Combat Air Strategy all’ultimo Farnborough Air Show.

La Difesa: Italia e UK sono partner naturali nel settore del Combat Air

Lo studio – fa sapere la Difesa – porta alla conclusione che Italia e UK sono partner naturali nel settore del Combat Air. Anche in virtù della collaborazione esistente tra la Difesa dei due Paesi e soprattutto tra Aeronautica Militare e Royal Air Force, che impiegano sistemi d’arma comuni: Eurofighter e F-35. Grazie alle esperienze derivanti dall’impiego di tali assetti e da una visione comune su dottrina, addestramento ed esperienza operativa, è stato registrato un forte allineamento di vedute sulle caratteristiche necessarie a un sistema aereo di prossima generazione. A ciò si aggiunge la cinquantennale esperienza di collaborazione, che le due Nazioni hanno maturato nello sviluppo e supporto di velivoli da combattimento con i programmi Tornado ed Eurofighter. “Entrambi i Governi hanno confermato la volontà di stabilire una solida base industriale per poter sviluppare le necessarie capacità tecnologiche ed assicurare il successo del programma, facendo affidamento sulle rispettive industrie nazionali”.

Il progetto rivale: il caccia franco-tedesco Future Combat Air System (FCAS)

Il progetto Tempest capeggiato dalla britannica Bae Systems (in team con Leonardo UK, Rolls Royce e Mbda UK) sarà uno dei due caccia europei di prossima generazione attualmente allo studio. L’altra opzione europea è rappresentata dal progetto franco-tedesco Future Combat Air System (FCAS), che include un velivolo da combattimento di nuova generazione (New Generation Fighter – NGF). Al programma, entrato quest’anno nella prima fase dimostrativa, partecipano il prime contractor per il caccia Dassault Aviation; Airbus Defence & Space, primo contraente per i droni associati al sistema (Remote Carrier – RC) e per l’Air Cobat Cloud (ACC); Mbda; Thales; Safran e MTU (che svilupperanno il motore del fighter) e la spagnola Indra, dopo l’adesione ufficiale al programma da parte di Madrid. A bordo di entrambe le piattaforme del futuro, il gruppo missilistico europeo partecipato al 37,5% da Airbus Group, al 37,5% da Bae Systems e al 25% dall’italiana Leonardo.

L’apporto di MBDA al programma

MBDA a DSEI ha fatto il punto sul programma, in qualità di coordinatore degli armamenti all’interno del Team Tempest. In particolare, il gruppo ha fatto sapere di essere al lavoro per garantire che sistemi d’arma innovativi integrino il design all’avanguardia e le nuove tecnologie della piattaforma. “Nel campo della sopravvivenza in attacco e nel controllo dell’aria – fa sapere l’azienda -, lavorare a stretto contatto con Leonardo e Bae Systems ha portato Mbda a sviluppare concetti per un sistema di capacità difensive hard kill (HK-DAS) in grado di tracciare, colpire e intercettare i missili in arrivo contro il Tempest in ambienti ad alta minaccia. Sfruttando comunalità, modularità e riutilizzo del concetto HK-DAS, stiamo esplorando lo sviluppo di un micromissile aria-terra di forma ridotta e capacità scalabile, che migliorerà le prestazioni del Tempest nel ruolo di supporto aereo ravvicinato (CAS) e la persistenza in attacco”.

Chris Allam, amministratore delegato di Mbda UK: L’approccio di partnership fornito dal Team Tempest consentirà di migliorare i tempi, la complessità e i costi delle campagne di integrazione del sistema di arma

Chris Allam, amministratore delegato di Mbda UK, ha dichiarato: “L’approccio di partnership fornito dal Team Tempest consentirà di migliorare i tempi, la complessità e i costi delle campagne di integrazione del sistema di armi. Essere coinvolti nello sviluppo di nuove interfacce, progetti di alloggiamenti e processi di integrazione sarà anche un fattore chiave per lo sviluppo a spirale degli effettori complementari in futuro. Stiamo utilizzando il nostro ruolo unico in questa collaborazione per garantire che il futuro aereo da combattimento sia in grado di utilizzare appieno le armi esistenti e le armi pianificate, supportando al contempo una gamma completa di studi di progettazione del sistema che valutano lo spazio commerciale tra la futura piattaforma di combattimento e le armi del futuro”.

Leonardo presenta al DSEI 2019 diversi sistemi, tra cui l’elicottero medio AW149

Al Salone DSEI 2019 Leonardo si è presentata con diversi sistemi a cominciare dal suo elicottero medio di ultima generazione AW149, proposto anche al Regno Unito. Si tratta di una macchina per svolgere una vasta gamma di missioni militari: trasporto truppe (fino a 16 soldati equipaggiati o fino a 19 passeggeri), trasporto materiali, evacuazione medica e recupero personale, operazioni con forze speciali, ricerca e soccorso, comando e controllo, supporto ravvicinato. Certificato in Italia dalla Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità, il bimotore è già in servizio sul mercato internazionale, dove viene proposto dall’azienda italiana a operatori che stanno considerando di sostituire le proprie flotte obsolete di elicotteri multi-ruolo. Accanto all’elicottero è stata presentata una suite integrata di sensori e sistemi di protezione che include il radar Osprey, le misure di sostegno elettronico Sage e il sistema di allerta contro minacce missilistiche Mair.

Le caratteristiche innovative dell’AW149

Un AW149 sarà presto basato presso lo stabilimento Leonardo di Yeovil in UK, per mostrarne la tecnologia e la capacità di personalizzazione per specifici requisiti. L’elicottero militare multiruolo può trasportare un’ampia gamma di armamenti come: 2 mitragliatrici da 7,62 mm o da 12,7 mm (interne), 2 pod esterni con cannoni da 20 mm, 2 pod esterni per mitragliatrici da 12,7 mm, 2 lanciarazzi da 2,75”, due lanciatori per missili anticarro. L’architettura aperta permette un elevato livello di personalizzazione della macchina. Contribuiscono alla sua capacità di sopravvivenza sul campo anche la fusoliera e i sedili progettati per resistere a forti impatti, il carrello rinforzato, serbatoi del carburante autosigillanti, sistemi di autoprotezione e blindature aggiuntive, una trasmissione in grado di continuare a funzionare regolarmente anche in assenza di lubrificante per 50 minuti, avionica e sensori avanzati in grado di assicurare la massima consapevolezza della situazione operativa. Inoltre è progettato per operare in aree ristrette in condizioni ostili.

Leonardo è stata selezionata dalla RAF per supportare il programma di ricerca e sviluppo anti-drone del ministero della Difesa UK

Nel corso del salone Leonardo ha annunciato di essere stata selezionata dalla Royal Air Force per supportare la fase successiva del programma di ricerca e sviluppo anti-drone del ministero della Difesa britannico. Lo studio analizzerà la minaccia rappresentata da aerei senza pilota ostili e le possibili future evoluzioni e fornirà una valutazione di una vasta gamma di tecnologie in grado di costituire una completa capacità di contrasto a disposizione della RAF. Il programma, della durata di tre anni, inizierà nel 2020. Negli ultimi mesi la minaccia di droni ostili è diventata un tema prioritario, collegata all’aumento di velivoli piccoli, economici e facilmente reperibili sul mercato. L’elemento più preoccupante è rappresentato dal fatto che le tecnologie unmanned si stanno evolvendo rapidamente, costituendo una sfida per le organizzazioni che devono proteggersi dall’uso improprio di tali velivoli. Il programma illustrerà il modo in cui la Forza Aerea britannica risponderà a questo pericolo e sarà in grado di mantenere il passo con la tecnologia.

Photo Credits: Royal Air Force

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