La timeline dell’ascesa e del crollo di Isis in Siria

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Isis in pochi anni da cacciatore è diventato preda

In Siria la conquista di Tabqa e l’avvicinarsi dell’offensiva a Raqqa pongono una seria ipoteca sulla sopravvivenza di Isis nel paese. Solo poco tempo fa, Daesh era sugli allori, forte di numerose conquiste e di una massiccia campagna mediatica di diffusione del terrore. Da allora, però, la situazione è cambiata e i ruoli di sono invertiti. Lo Stato Islamico non è più il protagonista, il cacciatore. Bensì è diventato la preda, che ogni giorno cerca di inventare nuovi stratagemmi per sfuggire al suo destino e sopravvivere. Inoltre, è stata praticamente azzerata la sua capacità di veicolare i messaggi di propaganda e di reclutare jihadisti online. Tanto che ai comandanti Isil non è rimasto che cercare di organizzare le forze rimaste, sperando in aiuti esterni che non arriveranno. Ma come si è arrivati fin qui?

L’avventura di Isis in Siria comincia nel 2011 con al-Golani

La presenza ufficiale di Isis in Siria comincia ad agosto del 2011. Quando Abu Bakr al-Baghdadi e il comando centrale di al Qaeda autorizzarono Abu Mohammad al-Golani a creare una cellula nel paese per sconfiggere il regime di Assad e stabilire uno Stato Islamico. Golani insieme a un piccolo gruppo di miliziani ISI entro illegalmente nel paese e si riunì con i jihadisti rilasciati dalle prigioni siriane tra maggio e giugno dello stesso anno, sotto un nemico comune: Bashar al Assad. Il gruppo che nacque assunse il nome di Jabhat al-Nusra l’Ahl as-Sham il 23 gennaio 2012. Il 22 luglio dello stesso anno, al-Baghdadi fece un discorso di 33 minuti, legato soprattutto alla rivolta e alla guerra civile in Siria. nella seconda metà dell’anno, inoltre, la nuova formazione divenne una tra le più emergenti nella nazione mediorientale. Tanto che gli Usa la inserirono nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Nel 2013 esplode il fenomeno del Fronte al-Nusra, che in breve si divide e nasce ISIS

A gennaio 2013 Nusra accrebbe il suo peso in Siria, grazie a un forte supporto popolare. L’8 aprile di quell’anno, al-Baghdadi annunciò la sua fusione con ISI per creare lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL o ISIS). Golani, però rifiutò la novità e si sciolse dall’alleanza, portando con sé diversi uomini che rimasero sotto il nome di Fronte al-Nusra. Da quel momento, Daesh ottenne risultati militari importanti nel nord della Siria, tanto da diventare il gruppo più forte e l’11 maggio lanciarono un attacco anche alla Turchia: 2 auto-bomba esplosero a Reyhanlı, uccidendo almeno 51 persone e ferendone oltre 140. Il 9 luglio, inoltre, lo Stato Islamico uccise il comandante del battaglione del Free Syrian Army (FSA) Kamal Hamami (anche noto come Abu Bassir Al-Jeblawi).

Al Qaeda rompe l’alleanza con il Fronte al-Nusra e con ISIS

Ai primi di agosto, Isis catturò la base militare aerea di Menagh e a settembre uccide il comandante di Ahrar ash-Sham, Abu Obeida Al-Binnishi. Nonché conquistò la città di Azaz. A dicembre sui media uscirono notizie di combattimenti tra quest’ultima formazione e Daesh presso la città di Maskanah, in provincia di Aleppo. A gennaio del 2014 il FSA e il Fronte Islamico lanciarono un’offensiva contro lo Stato Islamico ad Aleppo e Idlib, attaccando il 65% dei villaggi nella prima zona e l’80% nella seconda. Inoltre, lo Stato Islamico fu cacciato da Raqqa, divenuta sua roccaforte in Siria. A metà del mese, però i jihadisti l’avevano ripresa. Anche grazie ai rinforzi arrivati da Deir ez-Zor. A febbraio dello stesso anno al Qaeda ruppe l’alleanza con i miliziani per divergenze sulle priorità e il Fronte al-Nusra cacciò gli estremisti da Deir ez-Zor.

Il 29 giugno nasce il Califfato

A marzo del 2014, Isis si ritirò completamente dalla provincia siriana di Idlib e dai confini con la Turchia. Scelse, invece, di consolidare le forze a Raqqa. A maggio cominciarono in città le esecuzioni pubbliche con modi barbari e coreografici. Inoltre, ci fu la massiccia offensiva in Iraq che portò Daesh a conquistare buona parte del paese. Questa portò il 29 di giugno al-Baghdadi ad annunciare la nascita del Califfato e a trasformare il nome del gruppo in Stato Islamico. Il 2 luglio, inoltre, si proclamò “Califfo”. Isil poi assunse il controllo del più grande campo petrolifero del paese, quello di al-Omar, tolto dalle mani del Fronte al-Nusra, che non oppose resistenza. Successivamente si prese quello di gas shale nel governatorato di Homs (ripreso dall’esercito di Damasco poco dopo). Il 25 del mese conquistò la base della 17esima divisione, vicino Raqqa, decapitando molti militari catturati.

Il 2014 l’anno clou per Isis in Siria. Raqqa diventa provincia del Califfato

Agosto 2014 fu caratterizzato dalla battaglia per prendere la base militare aerea di Tabqa, l’ultimo bastione contro Isis rimasto nella provincia di Raqqa. Inoltre, Daesh conquistò 6 villaggi vicino al confine turco nella provincia di Aleppo e uccise circa 700 membri della tribù Shaitat in scontri per il controllo di due pozzi petroliferi nella zona. L’aeronautica siriana rispose con alcuni raid aerei su Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor, che interruppero la fornitura di acqua nella roccaforte. Il 24 del mese, lo Stato Islamico conquistò formalmente l’aeroporto di Tabqa dopo 2 settimane di assedio. Il 10 settembre il presidente Usa, Barack Obama, annunciò la nascita di una Coalizione internazionale contro Isis. Il 17 del mese, i jihadisti lanciato una massiccia offensiva per conquistare Kobani e il 23 cominciarono le operazioni aeree in Siria contro i miliziani. Il 13 novembre ci furono 21 raid Usa contro gli estremisti a Kobani.

Si riduce il controllo di Isis su Kobani, ma arriva la conquista di Palmyra

Il 23 ottobre 2014 Isis conquistò una collina a ovest di Kobani e il giorno successivo una zona di atterraggio davanti alla città. Durante tutto il mese peshmerga e Stato Islamico si diedero battaglia e i primi tolsero pezzo su pezzo la città ai jihadisti. Questi presero tra il 28 del mese e il 3 novembre il controllo di 3 giacimenti di gas shale a est di Palmyra. Nel mese, Damasco e la Syrian Arab Air Force lanciarono diversi attacchi aerei su Al-Bab, Raqqa e Deir ez-Zor. Il 29 del mese, Daesh tentò un contrattacco a Kobani, ma questo fu respinto. Tanto che a gennaio del 2015, lo Stato Islamico controllava ormai meno del 15% della città. Febbraio, invece, fu caratterizzato da una serie di bombardamenti aerei della Coalizione su Raqqa e postazioni dei miliziani in altre zone della Siria. Dopo poco la città fu completamente liberata. Il 21 maggio Isil conquistò Tadmur e la cittadella di Palmyra, insieme a due giacimenti di gas shale.

Dal 30 settembre la Russia avvia una campagna di raid aerei su Daesh

Il 15 giugno 2015 Isis in Siria perse la città di Tell Abyad e Ayb Issa, a circa 50 chilometri da Raqqa, riconquistate dai curdi dell’YPG. Il 3 luglio la Coalizione internazionale bombardò Hasakah, Kobani, Aleppo e Tal Abyad. I giorni successivi, fu la volta di Deir ez-Zor e Raqqa. Il 1 agosto terminò la battaglia a Hasakah, con la vittoria dell’YPG sullo Stato Islamico. Il 21 del mese Daesh distrusse il monastero di Mar Elian a Homs e il 23 il Tempio di Ba’al a Palmyra. Il 30 settembre, invece, cominciarono i raid russi sulle postazioni dei jihadisti in diverse aree del paese. Da Raqqa ad Aleppo. Il 5 ottobre Isil lanciò un’operazione su vasta scala a Deir ez-Zor, che però fallì e causò perdite ingenti ai miliziani. Il 7 del mese ci riprovarono, contro l’aeroporto, ma anche in questo caso l’azione fu un fiasco. Il 12 novembre, invece, viene annunciata la morte a seguito di un raid a Raqqa di Jihadi John, il più feroce boia dei fondamentalisti.

A gennaio 2016, Isis taglia del 50% la paga ai suoi miliziani

A gennaio 2016 Isis cominciò a sperimentare a Raqqa auto-bomba radiocomandate e proseguirono le esecuzioni dei civili. Continuarono anche i bombardamenti russi e della Coalizione in diverse aree della Siria. Nello stesso mese ci sono state anche diverse esecuzioni da parte del Daesh di dissidenti in altre province del paese. Inoltre, 400 persone furono rapite e portate nella roccaforte. Lo Stato Islamico, intanto, avanzava a Deier ez-Zor, cercando di consolidare il suo controllo sul territorio. Il 19 del mese, però, sono cominciati ufficialmente i primi problemi. A seguito del contrasto avviato a livello internazionale contro il finanziamento dei terroristi, Isil è stato costretto ad annunciare il taglio del 50% della paga ai suoi miliziani. Il 28, infine, i jihadisti conducono un contrattacco ad Aleppo sui villaggi persi giorni prima e riprendono la centrale termica nella zona.

A febbraio Obama incrementa i fondi per la guerra a Isis e il 27 entra in vigore la tregua

Il 1 febbraio 2016, dal Pentagono fanno sapere che Obama ha chiesto un amento del budget per la Difesa del 2017, di cui 7 miliardi daranno destinati a combattere meglio Isis. Il 3 febbraio Mosca annuncia la morte del primo consigliere militare russo in Siria. è stato ucciso da colpi di mortaio del Daesh. Poi, la Tiger Force e le NDF riprendono i villaggi di Aleppo e la centrale conquistati dallo Stato Islamico e respingono i contrattacchi dei jihadisti. Inoltre, i media riportano la notizia che unità dell’esercito siriano stanno marciando verso la provincia di Raqqa. A Damasco avvengono anche alcuni attentati di matrice islamista, imputati ai miliziani. Il 22 febbraio Usa e Russia stabiliscono un cessate il fuoco verso tutti, a esclusione di Isil e Fronte al-Nusra, non considerati come ribelli ma terroristi. La tregua entra in vigore il 27 dello stesso mese. Infine, l’esercito riprende il controllo della rotta strategica di rifornimento tra Hama e Aleppo.

Ad agosto Isis ha perso il 25% dei suoi territori in Iraq e Siria

Il 27 marzo le forze armate siriane con l’appoggio dell’aeronautica russa riprendono Palmyra da Isis. Ad aprile, Daesh conquista invece alcuni villaggi strategici al confine con la Turchia e taglia le forze ribelli in due tronconi. Il 31 maggio, infine, le SDF e i combattenti arabi lanciano un’offensiva contro lo Stato Islamico A Mambij, nel nord del paese. Ripresa definitivamente il 13 agosto. La risposta di Isil arriva il 24 del mese con un nuovo assalto nell’area ovest di Aleppo. Ma lo stesso giorno le truppe turche e le milizie filo-Coalizione conquistano Jarablus in 24 ore. Il 30, invece, è ufficializzata la morte ad Aleppo di Abu Mohammad al-Adnani (Taha Subhi Falaha), portavoce e leader anziano del Califfato. A ottobre la BBC riporta che Isis ha perso oltre il 25% del territorio controllato in Siria e in Iraq da gennaio del 2015. SI vedono anche per la prima volta i miliziani fuggire dai campi di battaglia. Soprattutto a Dabiq.

A dicembre le SDF lanciano la seconda fase di Euphrates Wrath a Raqqa

Il 6 novembre, i ribelli siriani riprendono 36 villaggi e arivano a 2 chilometri da al-Bab, mentre le SDF assediano la città da Est. Isis contrattacca ad Aleppo e nella zona rurale di Raqqa. Però, i miliziani sono costretti a lasciare al-Bab e a ritirarsi verso la roccaforte. Proseguono nel frattempo le esecuzioni di nemici, traditori o contravventori delle leggi della Sharia. L’aeronautica di Damasco, inoltre bombarda postazioni dello Stato Islamico nei pressi della città appena liberata. L’8 dicembre Isil lancia un’offensiva a nord est di Homs e un’altra a Palmyra. Nei giorni successivi parte il contrattacco delle SAA, che però riesce solo in parte. Tanto che i miliziani riconquistano la città. Le SDF, invece, lanciano la seconda fase dell’operazione Euphrates Wrath (10 dicembre) a ovest di Raqqa. L’obiettivo è raggiungere la diga di Tabqa. L’11 dicembre gli estremisti vengono nuovamente cacciati da Palmyra, ma dopo poche ore vi rientrano. A quel punto Isil avanza a ovest della città, prendendo 2 villaggi e alcune basi militari, da cui poi è stato cacciato alcuni giorni dopo e ogni tentativo di contrattacco fallisce.

Da gennaio del 2017 per Isis c’è il crollo totale. Daesh perde al-Bab, Palmyra e Tabqa

A gennaio del 2017 proseguono i raid della Coalizione e quelli russi Contro Isis in diverse zone della Siria. Da Raqqa ad al-Bab, passando per Aleppo e Deir ez-Zor. Intanto il daesh, dopo aver subito pesanti perdite, rinuncia ad attaccare la base aerea T4 e ripiega verso la roccaforte. Le SDF, invece, continuano ad avanzare verso la diga di Tabqa conquistando una serie di villaggi strategici. Palmyra viene poi liberata ufficialmente il 2 marzo. Intanto, le Forze Democratiche siriane sono riuscite a conquistare la diga e l’aeroporto militare della città. Concludendo così la fase 3 dell’operazione Euphrates Wrath. Il prossimo passo sarà organizzare l’offensiva a Raqqa, per poi spostarsi a Deir ez-Zor e nella Middle Euphrates Valley. Parallelamente, lo Stato Islamico ha continuato a subire sconfitte su tutti i fronti. Sia per mancanza di risorse, mezzi e uomini (gli arrivi di foreign fighters si sono praticamente azzerati) sia per una totale assenza di guida. Al-Baghdadi, infatti, è scomparso e vive nascosto da qualche parte al confine tra Iraq e Siria. Da mesi non si hanno notizie ufficiali da lui, se non qualche proclama indiretto.