Iraq, Isis dal 2014 ha rubato 750 milioni di dollari solo alle banche

Money To Burn

Isis in Iraq dal 2014 ha avuto un tesoro di quasi 2 miliardi e 750 milioni di dollari

Isis dal 2014 ha rubato in Iraq circa 750 milioni di dollari. Lo ha reso noto la Banca Centrale del paese mediorientale, che ha effettuato una stima sui furti del Daesh. Questi si sono concretizzati soprattutto su asset confiscatì, sia a privati sia a istituti bancari nelle province di Nineveh, Anbar e Salahuddin. Tra questi ci sono 121 sedi distaccate della Banca Centrale e di strutture private a Mosul, Tikrit e in alcune zone di Anbar. Il totale sottratto dallo Stato islamico è di 648 milioni, a cui se ne devono aggiungere altri 101: le riserve bancarie. Questo importo ha reso Isil il gruppo terroristico più ricco della storia a livello globale. A questi fondi, ne vanno aggiunti altri. Addirittura più ingenti. Si parla di oltre 2 miliardi di dollari derivati dal traffico illecito di petrolio, dai riscatti dei rapimenti e dal contrabbando di reperti archeologici nonché di organi umani.

Il tesoro Isis dissipato in furti da parte degli stessi comandanti,  da una gestione e organizzazione sconsiderata, nonché dal contrasto della Coalizione internazionale

Però, Isis, nonostante tutta la ricchezza non è riuscita a mantenere in piedi il Califfato. Né in Siria né in Iraq. Il tesoro, infatti, è stato in parte saccheggiato dagli stessi comandanti dello Stato Islamico, che sono fuggiti all’estero appena visto lo spettro della sconfitta. Inoltre, la Coalizione internazionale è riuscita a bloccare i flussi di denaro del Daesh e c’è stata una gestione dissennata delle risorse da parte dei miliziani. Quelle rimaste, infine, sono state vanificate a causa di scarsa capacità di organizzazione  dei leader Isil. Questi, infatti, hanno impiegato male gli assetti acuisiti con i denari rubati. Tanto da non essere riusciti a contenere le offensive nemiche. La conferma viene anche dal fatto che gli stessi salari dei terroristi prima sono stati ridotti e poi non pagati. Ciò nonostante la ricchezza virtuale della formazione.